Le misure a sostegno delle famiglie nella legge di bilancio 2021: in particolare, l’assegno unico per i figli.
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Quali sono le principali misure a sostegno delle famiglie contenute nella legge di bilancio 2021?

Lo scorso 30 dicembre è stata definitivamente approvata dal Senato la legge di bilancio 2021 (legge n. 178/2020), con la quale sono state previste diverse misure di sostegno alla liquidità, allo sviluppo delle imprese ed alle famiglie, oltre ad interventi in materia di fisco e lavoro, per cercare di arginare le terribili conseguenze dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 ancora in atto.

Tra le misure di interesse per la famiglia sono da segnalare le seguenti:

  • bonus mamme con figli disabili. Si tratta di una misura introdotta dalla legge di bilancio 2021, consistente nel riconoscimento di un contributo mensile fino a 500 euro alle mamme, disoccupate o monoreddito, con figlio avente disabilità certificata almeno al 60%. Per la fruizione del beneficio, riconosciuto per il triennio 2021-2023, occorre che il nucleo familiare sia composto solo dalla mamma (e dal figlio disabile). Si attendono specifici decreti attuativi;
  • bonus bebè. Si tratta di una proroga di una misura già esistente, quella del riconoscimento di un importo mensile tra gli 80 ed i 160 euro mensili alle famiglie con figli nati o adottati tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2021. L’importo varia a seconda dell’ISEE del nucleo familiare; se non si presenta l’ISEE o se risulta superiore al limite massimo consentito, l’importo viene riconosciuto in misura pari ad euro 80 mensili;
  • bonus asilo nido. Anche in questo caso si tratta di una proroga: un contributo compreso tra i 1500 ed i 3000 euro mensili, a seconda dell’ISEE, per le famiglie che sostengono la spesa dell’asilo nido per i propri figli di età fino ai 3 anni;
  • bonus mamma domani. Riconfermato il contributo unico di 800 euro per le richieste da presentarsi fino al 30 giugno 2021 per le mamme al settimo mese di gravidanza, a prescindere dal reddito e dall’ISEE. Oltre tale data, il bonus verrà assorbito dall’assegno unico per i figli;
  • congedo obbligatorio di paternità. I giorni vengono aumentati da sette a dieci con possibilità per i neopapà di beneficiare della retribuzione piena per queste giornate, da fruirsi fino al quinto mese successivo alla nascita del figlio;
  • rientro delle madri al lavoro. Sono stanziate risorse a favore di un fondo di sostegno alle imprese per favorire la ripresa dell’attività lavorativa da parte delle madri.

In aggiunta a tali previsioni, si segnalano ulteriori misure a favore della famiglia nel suo complesso, quali contributi per l’acquisto di televisioni, smartphone, pc e tablet o per l’abbonamento a quotidiani, riviste e periodici; contributi per l’acquisto di veicoli elettrici, un voucher una tantum per l’acquisto di occhiali da vista o lenti a contatto correttive, nonché la card cultura 18 anni.

In cosa consiste l’assegno unico per i figli?

Tra le misure più rilevanti a favore delle famiglie si segnala l’assegno unico per i figli a carico, già introdotto con il c.d. Family Act (disegno di legge “Misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia) ed ora in attesa dei decreti attuativi.

Si tratta di un contributo universale alle famiglie per la crescita dei loro figli che sarà attivo a partire dal 1° luglio 2021 e che si inserisce nella riforma fiscale alla quale verrà dato maggiore impulso nel 2022.

Nella pratica, il Fondo assegno universale e servizi alla famiglia, già previsto nella legge di bilancio 2020 (l.n. 160/2019) subisce un incremento di risorse di circa 3000 milioni di euro per l’anno 2021 da destinarsi alla riorganizzazione degli istituti di sostegno e valorizzazione della famiglia.

L’assegno unico ed universale per i figli a carico consiste in un contributo mensile per ogni figlio fino all’importo massimo di 200 euro.

In particolare,

  • l’assegno è universale, in quanto andrà a tutte le famiglie (lavoratori dipendenti, autonomi o disoccupati);
  • l’assegno sarà composto di una quota base minima fissa ed una quota variabile calcolata in base all’ISEE del nucleo familiare;
  • è destinato ai figli a carico fino ai 21 anni;
  • per i minorenni a carico, è corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni ed è incrementato per i figli successivi al secondo;
  • per i figli maggiorenni fino ai 21 anni l’assegno sarà corrisposto in via diretta ma in misura inferiore rispetto a quella prevista per i minorenni a carico, purché il figlio frequenti si dedichi ad una formazione ulteriore(percorsi di formazione scolastica, universitaria o professionale)o si attivi nel mondo del lavoro(tirocini o percorsi lavorativi a basso reddito, disoccupazione, servizio civile universale);
  • è incrementato per i figli disabili tra il 30% ed il 50% (graduandosi la maggiorazione a seconda del grado di disabilità) ai quali è corrisposto anche dopo il compimento dei 21 anni;
  • l’assegno unico viene diviso al 50% tra i genitori in caso di separazione o divorzio ed affido condiviso dei figli;
  • tale contributo non costituisce reddito;
  • sono beneficiari cittadini italiani, europei ed extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, lavoro e ricerca ma residenti in Italia da almeno due anni.

In ogni caso, occorre attendere l’approvazione della legge delega e l’emanazione di specifici decreti attuativi per conoscere le effettive sfumature di tale contributo economico alle famiglie

Quali benefici verranno cancellati per finanziare l’assegno unico?

Il Fondo assegno universale e servizi alla famiglia, come anticipato, è stato incrementato di 3mila milioni di euro per l’anno corrente.

La Legge di Bilancio 2021 prevede un ulteriore aumento delle risorse per il Fondo di 5.500 milioni di euro per il 2022.

Le risorse da destinare alla riorganizzazione delle misure di sostegno alle famiglie ed, in particolare, allo stanziamento dell’assegno unico per i figli a carico per milioni di famiglie, saranno ricavate anche dalla rimozione di alcuni benefici già esistenti che rimarranno assorbiti dallo stesso assegno unico, anche nell’ottica di una riforma fiscale di più ampio respiro.

In particolare, si prevede l’abolizione dei seguenti sussidi:

  • assegno per il nucleo familiare dei Comuni;
  • assegno di natalità;
  • premio alla nascita;
  • fondo di sostegno alla natalità;
  • detrazione fiscali per figli a carico e la detrazione aggiuntiva di 1200 euro per le famiglie con quattro figli;
  • assegni per il nucleo familiare;
  • contributo per gli assegni familiari versato dai datori di lavoro.

Allo stato attuale sono fatte salve le detrazioni o deduzione per le spese sostenute per i figli a carico (spese mediche, sportive e scolastiche).

Conclusioni

L’assegno unico per i figli, approvato con la legge di bilancio 2021, si inserisce, quindi, in una più ampia riforma del sistema fiscale in generale ed, in particolare, delle misure di sostegno alle famiglie già esistenti.

L’obiettivo è quello di riordinare i benefici in essere, facendoli confluire per la maggior parte in questo assegno universale per le famiglie con figli a carico, perseguendo obiettivi di welfare state.

Stando alle attuali previsioni, l’assegno verrà stanziato per un gran numero di famiglie nel limite massimo di 200 euro mensili per ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni alle condizioni indicate nei paragrafi precedenti.

L’introduzione di tale misura di sostegno comporta il venir meno di altri benefici fiscali finora erogati alle famiglie.

Occorrerà, tuttavia, attendere i relativi decreti attuativi per conoscere l’effettiva portata di tale contributo, la cui entrata in vigore è prevista, al momento, per il prossimo 1° luglio 2021.

Avv. Alfredo Di Sanza

Avv. Francesca Cipolloni

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